Perché scrivo?
Non so se quella dello scrivere sia arte o passatempo, per me da sempre è un modo di sognare, staccare, divertirmi e questa pagina vuole essere un po' lo storico di quello che ho prodotto a singhiozzo finora.
Mi ricordo che tutto è cominciato all'incirca quando avevo 13 anni, piccolo funghetto inespertissimo della scrittura che, nonostante tutto, ha voluto cimentarsi con una storia del tutto originale. Si chiamava "Viaggio tra i ghiacci" e raccontava, in più di 100 pagine di pazzia, le avventure di quattro ragazzi legati da un misterioso destino.
Allora avevo uno stile ancora impreciso, molto infantile, privilegiavo i periodi sintetici e le parole semplici. I miei personaggi erano altrettanto semplici e spontanei, come in un telefilm per ragazzi. Ogni tanto mi divertivo a rileggerne dei pezzi, però purtroppo è tutto andato perduto, causa complicanze informatiche. Peccato.
Scoprendo piano piano il mondo di anime e manga, ho cominciato a dedicarmi anche alle produzioni più impegnative - oooh, che parolona! xD, gestendo personaggi che non erano miei, ma facendoli interagire con altri di mia invenzione. A quei tempi andavo matta per Piccolo, il Namecciano più affascinante della saga di Dragonball! Ero così pazza di lui che ho creato una serie di "Special" in cui presentavo, creavo e sviluppavo un personaggio tutto mio, la fantomatica Mahei, creata apposta per intrattenere con lui un rapporto di odio-amore e alla fine sposarlo - pfff... xDD
Le suddette follie mi sono servite da base per sviluppare altre storie, che oserei un sacco definire più mature, a partire dalla mia prima vera storia a capitoli: "Ombre di cicatrici", composta da ben 20 step. La FanFict, dedicata a Captain Tsubasa, tratta di passione per lo sport e tragedie umane, ho trattato un argomento molto delicato per la prima volta, prendendo come personaggio centrale il bel Ken Wakashimazu e, anche stavolta, ho creato per lui una compagna, Eve, ragazza difficile e testarda.
Il successo e la contentezza che mi ha portato il concludere questa storia, hanno fatto nascere in me il desiderio di scriverne delle altre. Così è cominciato il mio periodo one shot, in cui scrivevo solo storie ad un solo capitolo, cercando sempre più di perfezionarmi e di prendere in considerazione delle tematiche serie. Per curiosity sono: "Mi sveglierò", "Respirerò con te" e "Il più forte tra noi", dedicate ancora a Captain Tsubasa, ma con protagonista un El Cid Pierre molto diverso da come lo vediamo solitamente, e un Ken decisamente "arrabbiato". La primissima però credo sia stata "Solamente un numero", a tema Dragonball, un monologo di #17.
Ho scritto anche una yaoi tra Louis e Pierre, sempre di CT, "Incomprensibile ti amo", ma niente scene di sesso scritte giusto perché è una FF yaoi, nulla del genere. Io ho parlato dei sentimenti, delle situazioni e delle difficoltà di una coppia non considerata "normale". Non so se sia venuta bene o no, sotto il punto di vista psicologico ecc., ma io sono soddisfatta del mio lavoro, alla fine era solo un test per me stessa.
Ovviamente non sono mancate le scemate a sfondo comico... ma quelle sono vere e proprie pazzie allo stato brado! E considerate anche il fatto che avevo quattordici anni e una voglia matta d'essere tutto fuorché seria - oltre che di ignorare la sintassi italiana! xDD
In seguito ecco nascere nella mia testolina il lume fioco di un'idea... scrivere un'altra Fict su Dragonball, stavolta serissima, a capitoli. E così è nata "Gocce di porpora", dedicata al mio amatissimo Zarbon e creando anche qui la sua altrettanto amatissima compagna. E' venuta fuori una roba piuttosto impressionante, non mi ritenevo affatto capace di sfornare una cosa del genere... xDD
Passo dopo passo mi sono distaccata molto dal mondo di anime e manga, prendendo a scrivere storie più concrete, migliorando stilisticamente, utilizzando un lessico più alto ed appropriato, nonché trattando di svariate tematiche e rivolgendomi ad un'altra categoria: i libri, i film ed i telefilm. E questo non per essere vanagloriosa, è solo una mera presa coscienza di me stessa e del mio modo di esprimermi.
E' così che è nata prima la mia "Orc's Blood", con protagonista un Mezz'Elfo dal sangue orchesco, ispirata al mondo tolkeniano de Il Signore degli Anelli, molto più rivolta verso il libro che verso il film. Ho preso in considerazione Lord Elrond come personaggio da affiancare alla mia protagonista femminile, nessun Aragorn o Legolas eroici condottieri, ma solo personaggi di contorno. Questa storia ce l'ho nel cuore, dal lontano 2005 ha visto la luce e pian piano si è sviluppata con me.
Poi c'è stata la fantascientifica "Damned Souls", dedicata alla trilogia di Matrix. Qui ho addirittura riscritto la storia con l'aggiunta di tre nuovi personaggi: gli Arcangeli maledetti, conosciuti dalle macchine come Twofold unities. Non c'è nulla di diverso dalla sceneggiatura degli Wachowski, solo la presenza di questi tre nuovi combattenti, dal passato oscuro e con una ragione per lottare ardente e determinata.
Lo stile qui è cambiato molto, le frasi erano telegrafiche perché ad effetto, quindi volutamente strutturate a quel modo. Inoltre la divisione non è in capitoli, ma in protocolli, per dare più un'idea Matrixiana.
Tutto ciò mi ha portato alla mia ultima creazione: "Strong alchemy", in cui il personaggio femminile è problematico quasi quanto la sua controparte maschile. E' ispirata alla serie ER - Medici in prima linea, e decisamente è stato un lavoro piuttosto duro, quello di conciliare la fantasia ad una serie televisiva con persone in carne ed ossa, ma anche qui sono molto soddisfatta.
Ogni storia mi ha condotta al perfezionamento del mio stile, addirittura all'acquisirne uno personale. Perché scrivere aiuta parecchio, aiuta ad esprimersi, aiuta a parlare ed anche a sfogarsi, tantissimo.
Tra l'altro ho sempre preso in considerazione, nelle mie storie, i personaggi secondari, o perlomeno, non i protagonisti. L'ho notato anch'io e l'hanno sottolineato in molti.
Dragonball? Non Goku o Vegeta, ma #17 e Zarbon.
Captain Tsubasa? Non Tsubasa o Genzo, ma Ken, Louis e Pierre.
Il Signore degli Anelli? Non Frodo o Aragorn, ma Lord Elrond e gli Uruk-Hai.
Matrix? Non Neo, Morpheus o Trinity, ma l'Agente Smith.
E Strong Alchemy... niente Carter, Ross o Greene, ma Robert Romano.
E per ognuno di loro, le mie passioni, i miei preferiti, ho creato un corrispettivo femminile, in cui molte volte mi sono impersonata. Forse perché nessuno di loro nella realtà ce l'ha e così inconsciamente ho voluto farlo nascere io. Creandolo, però, mettevo ogni volta il mio contributo, un pezzo di me accanto ai miei personaggi favoriti e questo è qualcosa che mi ha sempre divertita.
Perché mi rende molto felice lo scrivere. Mi rende fiera, mi rende... parte di qualcosa di speciale.
Dunque, perché scrivo, tornando al succhissimo della sezione? xDD
Semplice, perché ogni storia mi ha fatto sognare, ognuna di esse mi ha reso parte di un mondo immaginario che non potrò mai realmente raggiungere, ma che è bello tenere là e guardarlo con un sorriso. E' come un'isola felice.
Perché amo le mie storie, non con la pretesa che tutti le leggano e che diventino strafamose.
Le amo semplicemente e dal profondo.
Sono le mie creazioni, qualcosa di solo mio a cui sono fiera di aver dato la luce e che conserverò sempre, anche se un giorno dovessi smettere di scrivere.